elbano muovi il culo

L’Essere Elbano, con la E maiuscola ( piccolo impeto di orgoglio) e Elbano di nascita ( classe di ferro 1968) è una sorta di marchio a fuoco, di DNA non geneticamente modificato, che mi porto dietro da sempre. Da sempre sono stato un ragazzo dell’Elba, di Portoferraio,di Carpani, della strada est di Carpani, con tutto quello che comporta, che importa, e che tocca sopportare. A volte sento giustamente elogiare i Sardi , per il loro carattere duro e tenace ” duro come un sardo” nel senso buono del termine, a volte sento elogiare i Corsi ” che non si fanno mettere i piedi in capo da nessuno” ed è inutile parlare di quanto si sentano elogiare i Siciliani, per le loro lotte quotidiane ai soprusi, alle Mafie, e soprattutto all’essere marchiati tutti per poche(o molte) mele marce e combattere contro i pregiudizi, restando fedeli alle loro origini mediterranee. Mi sento chiamare Elbano da sempre, pero’ con un alone misterioso che ancora oggi, e credo mai , riusciro’ a capire fino in fondo, a capire quale sia l’essenza, cosa si intenda e cosa passi per la testa di chi lo pronuncia , come quando ero militare, l’aggettivo o il sostantivo: ” Elbano muovi il culo” ” Elbano corri piu’ veloce” ” Elbano datti da fare ” ..Certo la prima impressione è quello di essere qualcosa un po’ distante, lontano dal famoso continente , che da piccolo immaginavo una sorte di terra promessa, un po’ come gli emigrati quando arrivavano a Liberty Island e vedevano la statua della liberta’, solo che noi da lontano vedevamo le ciminiere di Piombino e non sembrava la stessa immagine di gloria. Comunque eravamo, siamo isolati, su questo non ci piove: Isolati un po’ nella testa, che ci fa considerare i pochi km di mare, percorsi comunque ogni giorno da traghetti, come un muro invalicabile ben peggiore di quello di Berlino della guerra fredda. Questo ci porta a una sorta di dualismo che ci fa considerare a nostra volta lontani i ” continentali” , specie i loro politici, e allo stesso tempo ci fa usare una sorta di menefreghismo verso i problemi locali che dovrebbero risolvere ” loro ” perche’ anche noi siamo Italia quando c’è da pagare le tasse. Questo è successo con l’Ospedale, questo con il Comune unico, questo con le varie situazioni di traghetti, parco, comunita’ montane ( r.i.p) e qualsiasi altra problematica, risolta un giorno facendo come i Corsi ” chi viene a mette il naso lo ributtiamo in mare ” e a volte un po’ come i Siciliani : ” tanto tutto cambia e tutto resta uguale ” e Gattopardanamente stringiamo le spalle e lasciamo fare a chissa’ chi, scordandoci che questo eventuale mr Chissa’chi , se viene all’Elba e dice qualcosa di storto, la nostra meta’ alla dr Jekyll(Corso magari) è pronta a ributtarlo in mare. Anche nei comportamenti sociali l’Elbano si distingue, specie nei giorni di festa, specie nei week end, quando alle poche, pochissime alternative presenti sull’isola specie d’inverno, decide di fare la famosa ” trasferta alcoolica ” in continente, provocando quasi ogni volta danni leggendari da tramandare ai posteri, sperando che non arrivino le ardue sentenze dei danni da pagare, magari con una settimana di ritardo dopo che ci hanno rintracciato nel nostro fortino protetto dal mare senza coccodrilli, ma da troppe Balene.
I guai iniziano quando gli Elbani stanno all’Elba, nel fine settimana. Circondati dai posti di blocco che neanche nel film Fuga da New York ( si calcola che ci siano tre poliziotti e 5 carabinieri per ogni coma etilico del sabato sera ! ) e facendo consumare allo stato centinaia di palloncini per una prova che superarla è una Chimera, ogni sabato i nostri eroi teenager e non ( la fascia di eta’ varia dai 13 anni ai 53) si lanciano in serate che per forza di cosa diventeranno alcoliche , pena la noia mortale di uscire, vedere le solite facce, sentire i soliti discorsi fatti tutti i giorni della settimana ( con la solita gente ) . Ecco che quindi il problema Alcool assume proporzioni devastanti in una realta’ relativamente piccola come la nostra. Tempo fa vidi un servizio a Linea Verde ( o Blu boh) che decantava le qualita’ di bevitori dei valdostani, o dei trentini, calcolando che ognuno di essi in un normale giorno di fine settimana si scolava almeno dieci aperitivi e cinque superalcolici a sera, e io riflettevo su quanto si stupirebbe un inviato del suddetto programma se passasse un sabato sera da noi. Mojiti anche d’inverno, ponce al rum anche d’estate, in un baccanale alcolico che poche regioni ci possono invidiare.
Questo, detto cosi’, è quasi un vanto, ma che si traduce in problematiche per troppi anni sottovalutate, e affrontate quasi sempre in un ottica legale ” mi levano la patente prima o poi ” ” quanti punti patente mi resta? ci sono almeno a meno dieci? ” ecc ecc…mentre a lungo andare assume un problema medico e sociale non indifferente. le istituzioni e le varie associazioni e usl si occupano in parte attiva continuamente del problema, anche se vediamo meno spesso il camper attrezzato,stancamente parcheggiato sotto l’Ospedale, laddove spesso il fine settimana operava un servizio di prevenzione e sensibilizzazione necessario e gradito…l’assessore alle politiche giovanili Laura Berti ha di recente indetto una campagna sullo stesso tema, con questionari e sinergie tra i vari attori preposti in campo,e capiamo il senso di ricorrere al cartaceo per garantire l’anonimato, anche se sarebbe stato piu’ utile affiancare un portale o una pagina social per sensibilizzare ulteriormente o commentare in tempo reale i vari incontri e risultati.Quindi questo è un tema di attualita’, sommerso, lontano dai riflettori mediatici alla stregua di quelli italiani, lontano dai casi politici e di prima pagina come i sopracitati comune unico, ospedale, trasporti marittimi, waterfront, parchi e similia, ma non certo meno importante viste le disgregazioni fisiche e morali e anche sociali che provoca, dividendo in una sorta di caste i dediti all’alcool, isolandoli quasi socialmente alla lunga distanza, per una pratica che ironicamente viene (ab)usata proprio per favorire i contatti umani, mentre a lungo andare li altera come e peggio della droga e allontana le persone che si rifugiano nella classica ” bottiglia”, dopo aver passato le fasi entusiasmanti all’inizio, fatte di prime bevute con gli amici, prime feste, aperitivi, serate folli in spiagge e discoteche. Questo regala un lascito amaro , ma non Montenegro, amaro come il sapore della solitudine, o nel peggiore dei casi di famiglie disgregate, per non dire delle tragicamente note “stragi” del sabato sera, che per la cronaca ormai sono consuetudine come dare i risultati della domenica calcistica. Per fortuna qui in una realta ristretta non ci sono stati casi eclatanti o drammatici di cronaca legati al consumo degli alcolici, c’è pero’ un impressione che ormai si sia accettato che i ns giovani ne abusino , c’è un impressione che non tutti osservino norme e regole a volte ferree a volte meno, e lasciate al buon senso di gestori e somministratori, e che comunque lasciano molto spazio alla ” organizzazione in proprio “delle persone, tipo portarsi bottiglie da casa da consumare nei parcheggi dei locali, o trovare il malcapitato ” taxista” che non beve per permettere agli amici/passeggeri di farlo loro e condurli a casa..Queste tattiche magari sono utili in varie occasioni ma lasciano lo stesso la liberta’ di bere, anzi, la accentuano e alla fine chiunque, qualsiasi tattica osservi, finisce con rischio di cirrosi, epatite e quant’altro, ma alla distanza, e i danni non si notano mai nell’immediato , un po’ come le scritte sui pacchetti di sigarette, che nessuno legge e allora si chiede perche’ ci vengano scritte. Ci fanno usare veleni e poi ogni tanto ci ricordano che ci uccidono. L’Elbano poi, ha una sorta di stima e rispetto verso quelli che bevono tanto, che deriva dall’essere Isola,da essere luogo di cultura contadina, che elogia il forte bevitore e non lo considera certo un malato nella sua fase iniziale. Tutti hanno osservato riti di iniziazione all’alcool, e nessuno ritiene sia una colpa grave l’uso e l’abuso, ma il primo passo va fatto all’interno delle famiglie, prima che nelle varie usl e centri di ascolto, accorgersi di quando un ragazzo comincia a fare uso di qualsiasi sostanza nociva e elencare , rispettando l’intelligenza dei singoli, i gravi gravissimi danni di queste pratiche che sono una notizia sommersa, mai attuale, ma proprio per questo sempre piu’ grave, perche’ va di pari passo con la mancanza di vere e concrete alternative alla noia di essere Elbani, e di avere un muro , reale o mentale, che ci blocca in uno stato di torpore soprattuto invernale che pensiamo di risolvere con la bottiglia o con qualche aperitivo di troppo, sempre piu’ spesso e sempre di piu’. Quindi anche per questo MUOVI IL CULO ELBANO , e apri gli occhi verso quello che sta succedendo vicino a te, proprio nel bar sotto casa…una delle poche attivita’ che non conosce crisi..ma che a lungo andare le crea nelle famiglie e nelle persone.

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